Twitter: la storia del Social Network dei cinguettii

Nel 2016 si è festeggiato il decimo compleanno della piattaforma di Jack Dorsey e compagnia: com'è cresciuto dal 2006 a oggi? Com'è la situazione attuale? E soprattutto: per quanto tempo ancora durerà?

Breve storia

Erano le 21.30 del lontano 21 marzo 2006 quando il giovane Jack Dorsey lanciava il primo di un'infinita serie di Tweet: "just setting up my twttr". Ebbene sì, Twttr fu il primo nome del social network, ispirato al già famoso Flickr.

Inizialmente era una piattaforma di nicchia, e il suo utilizzo era relegato soltanto agli utenti della Silicon Valley; la svolta si ebbe nel 2007, quando gli utenti inventarono il retweet: inviavano i loro tweet agli amici tramite mail anteponendo alle frasi le lettere "RT". Di lì a poco la funzione diventò una delle principali del servizio, permettendo ancora oggi di condividere i tweet di chiunque con la propria audience.

Sempre nel 2007 debuttò l'hashtag, strumento utilissimo per categorizzare le informazioni nato con Twitter e poi ripreso da tutti gli altri servizi di social networking.

Nel 2010 Twitter identificò nell'advertising la sua principale fonte di fatturato, e introdusse dapprima i Promoted Tweet, poi i Promoted Trend e successivamente i Promoted Account.

Il 2011 fu l'anno dell'esplosione del Social: raggiunse i 100 milioni di utenti e, grazie alla Primavera Araba, venne toccato il numero record, per l'epoca, di 1 miliardo di tweet in una settimana.

Nel 2012 venne lanciato il servizio Alerts, utile in caso di emergenze o calamità naturali per ricevere aggiornamenti e per comunicare nel caso in cui altri servizi non siano accessibili.

Nel 2013 Twitter si quotò in borsa. Inoltre introdusse Vine, applicazione che serve a registrare video e condividerli sul social in modo rapido (che verrà poi chiusa nel 2016). Gli utenti attivi diventarono 200 milioni e vennero pubblicati mezzo miliardo di Tweet ogni giorno.

Nel 2014 venne aggiunta la possibilità di taggare gli amici nelle foto e vengono introdotti i Promoted Videos.

Nel 2015, cavalcando il nuovo trend dei Live Videos, Twitter acquisì Periscope per 80 milioni $: questa sembrava una mossa strategica molto azzeccata, utile per risollevare la piattaforma in uno scenario competitivo che la vedeva perdere sempre più terreno alle spalle di Instagram, Snapchat e l'onnipotente Facebook. È proprio quest'ultimo che poco dopo introdusse, all'interno della sua piattaforma, una funzione Live Videos che vanificò o quasi gli sforzi di Jack Dorsey nell'accaparrarsi il primato nella creazione di video in tempo reale.

Altra funzione introdotta nel 2015 è Twitter Polls, un tool per creare sondaggi e condividerli con i propri contatti.

Gli ultimi cambiamenti riguardano la sostituzione delle stelline (per aggiungere i tweet ai preferiti) con i cuoricini, e la possibilità di inviare messaggi privati della lunghezza massima di 10000 caratteri (prima erano solo 140, come i tweet).

I maggiori punti di forza

La crescita esponenziale dei primi anni di Twitter è avvenuta grazie al fatto che sulla piattaforma erano presenti i personaggi famosi: le persone comuni avevano trovato un luogo in cui si potevano mettere allo stesso livello delle loro star preferite, dove potevano comunicare con loro e far breccia sulla patina che mostravano all'esterno per entrare più in profondità, scoprendo qualcosa sulla loro vita privata.

Altra caratteristica importantissima, che forse rappresenta il motivo per cui Twitter è ancora largamente utilizzato e la funzione che nessun competitor è riuscito a copiare è l'istantaneità: molto spesso le notizie riguardo alla morte di personaggi famosi (ad esempio il presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro) o a catastrofi naturali sono state raccontate dagli utenti prima ancora che dalle testate giornalistiche. Frequentemente anche gli eventi di qualsiasi tipo vengono raccontati all'esterno tramite sessioni di Live Tweeting. Per questo motivo Twitter si definisce un Information Network: attraverso esso gli utenti hanno potuto raccontare le violenze della campagna elettorale per le elezioni in Kenia del 2007, ma anche le loro esperienze durante le Olimpiadi, i Mondiali gli Oscar e altro ancora.

Inoltre è stato utilizzato nelle due campagne elettorali del presidente USA Barack Obama per avvicinarsi ai cittadini: non per niente il suo tweet di ringraziamenti dopo la seconda rielezione è il più re-twittato di sempre.

Presente e futuro

Alcuni mesi fa giravano voci sul fatto che Twitter volesse eliminare la regola che da sempre lo contraddistingue: ogni tweet non può superare la lunghezza massima di 140 caratteri. Sembrava che Jack Dorsey volesse permettere che i messaggi degli utenti superassero tale lunghezza, di fatto snaturando la sua creatura, ma poco dopo tali voci furono smentite.

Oggi i numeri parlano chiaro: Twitter ha 310 milioni di utenti attivi. Detta così sembrano molti, ma se confrontati alle cifre degli altri Social Network ci rendiamo conto che non sono poi così tanti; Instagram, nato 4 anni dopo, ha raggiunto il mezzo miliardo di utenti, Snapchat, del 2011, ha superato quota 200 milioni ed è in crescita esponenziale mentre Facebook continua a mantenere la sua leadership incontrastata con 1 miliardo 600 milioni di iscritti (dati aggiornati a giugno 2016).

Senza dubbio Twitter può essere considerata una piattaforma di nicchia, mentre gli altri Social offrono servizi che vanno a soddisfare i bisogni di una massa più ampia di utenti. Ora le domande sono: riuscirà Twitter a mantenere intatti i suoi elementi di differenziazione che gli permettono di trattenere i suoi utenti? I suoi creatori saranno in grado di sviluppare altre funzionalità che gli permetteranno di espandersi? Oppure piano piano i competitors riusciranno a rendere tale piattaforma inutile e datata agli occhi degli utenti? Solo il tempo ce lo dirà.

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