Chi prepara il budget per un nuovo prodotto digitale finisce quasi sempre sulla stessa ricerca: quanto costa un MVP. Le risposte che trovi online vanno da poche migliaia di euro a oltre centocinquantamila dollari, e lette così non aiutano a decidere niente.
La forbice ha una spiegazione semplice. Eric Ries, che ha reso popolare il termine, descrive l'MVP come la versione di un prodotto che permette a un team di raccogliere il massimo di apprendimento validato sui clienti con il minimo sforzo. La definizione è sul sito di Lean Startup, e ne segue che il costo dipende da cosa lasci fuori, molto più che dalla tecnologia o dalla tariffa del fornitore. Se a inizio anno devi presentare un numero alla direzione, conviene partire dal perimetro e solo dopo chiedere i preventivi.
Le fasce di prezzo che circolano e come leggerle
Le stime pubblicate vengono quasi tutte da software house, quindi vanno prese come ordini di grandezza e non come statistiche indipendenti. Per il mercato italiano SystemForge indica una spesa tra 18.000 e 90.000 €, con tempi da 6 a 20 settimane, e colloca un MVP semplice tra 18.000 e 45.000 €, da realizzare in un periodo che va da un mese e mezzo a tre mesi. Una guida pubblicata su Il mio business plan scende a 5.000-20.000 € per un MVP digitale funzionante.
Le fonti internazionali alzano l'asticella. CMARIX e Resourcifi parlano entrambe di un intervallo che va da 15.000 a oltre 150.000 dollari; la seconda aggiunge che la maggior parte dei progetti si chiude in due o tre mesi e che costi e tempi dipendono dal perimetro più che dalla tariffa oraria. Softermii divide per tipologia: un MVP semplice costa tra 30.000 e 55.000 $ e richiede 5-8 settimane, per un SaaS standard servono 55.000-140.000 $ e da 8 a 14 settimane di lavoro, un prodotto con funzioni AI va da 140.000 a oltre 300.000 $ in un arco di 3-6 mesi.
Quali sono le voci di spesa di un MVP
Discovery
È la parte che molti vorrebbero saltare ed è anche quella che costa meno. Serve a fissare per iscritto chi sono gli utenti, l'ipotesi da verificare, la metrica che ti dirà se regge e cosa resta fuori. Bastano poche ore di workshop se chi decide è nella stanza; diventano settimane se ogni scelta passa da tre riunioni. Il documento che ne esce protegge entrambe le parti, perché ogni funzionalità aggiunta a voce durante lo sviluppo diventa una variazione di budget.
UX e UI
Wireframe, design delle interfacce, un paio di giri di revisione. Il costo cresce con il numero di schermate e con gli stati di ognuna (lista vuota, errore, caricamento), che nei preventivi spesso mancano e poi ricompaiono a progetto avviato. Per un MVP funziona un design curato costruito su componenti standard: il brand si vede, le animazioni su misura possono aspettare.
Sviluppo
È la voce più pesante e quella che oscilla di più. Comprende registrazione e login, le funzionalità principali e il pannello di amministrazione per gestire utenti e contenuti. Quest'ultimo viene sottovalutato spesso: senza un admin, ogni correzione di dati passa dallo sviluppatore e i costi continuano a salire anche dopo il lancio. Quando il prodotto deve girare su iOS e Android, un framework multipiattaforma come Flutter o React Native permette di scrivere una sola base di codice invece di due.
Integrazioni
Pagamenti, email transazionali, mappe, modelli AI. Ogni collegamento ha un costo di sviluppo e uno d'uso. Le API ben documentate, come quelle di Stripe, dei servizi di invio email o di OpenAI e Anthropic, si integrano in tempi prevedibili. Un ERP aziendale o un gestionale datato è un'altra storia: documentazione scarsa, dati da ripulire, ambienti di test che a volte non esistono.
Infrastruttura e costi ricorrenti
Qui rientrano le spese che continuano dopo la consegna e che conviene mettere a budget subito: hosting, dominio, servizi di terze parti. Per un'app mobile servono gli account sviluppatore. L'Apple Developer Program costa 99 $ per ogni anno di iscrizione, mentre per Google Play Console si paga una quota unica di 25 $. Se incassi online, ogni transazione ha una commissione percentuale più una quota fissa (le tariffe aggiornate sono sulla pagina prezzi di Stripe). Con le funzioni AI si aggiunge il consumo delle API, che cresce insieme agli utenti: in fase di MVP le cifre restano contenute, ma va monitorato dal primo giorno.
Un consiglio pratico: fai intestare hosting, dominio e account all'azienda e non al fornitore. Il giorno in cui vorrai cambiare partner ti eviterà lunghi passaggi di consegne.
Test e collaudo
Test manuali sui flussi principali, prove su dispositivi reali, correzione dei bug, collaudo con chi userà il prodotto. In un progetto di sei settimane, una dedicata a questa fase è una proporzione ragionevole. Chiedi anche quanto dura la garanzia sui bug dopo il rilascio, perché i problemi più strani emergono quando arrivano gli utenti veri.
Tempi realistici di sviluppo
Per un perimetro piccolo e ben definito sei settimane sono un tempo sostenibile, in linea con la parte bassa delle stime citate. Il calendario che seguiamo nei nostri progetti è questo:
- Settimana 1: analisi e wireframe.
- Settimana 2: design, con due round di revisione.
- Settimane 3 e 4: sviluppo delle funzionalità.
- Settimana 5: pannello admin e test.
- Settimana 6: collaudo e rilascio.
Una demo alla fine di ogni settimana permette a chi ha commissionato il lavoro di vedere lo stato reale del prodotto e di correggere la rotta prima che una scelta sbagliata diventi cara. Quando i tempi saltano, la causa raramente è tecnica. I motivi che vediamo più spesso sono decisioni che arrivano in ritardo, contenuti (testi, immagini, dati di prova) consegnati a sviluppo avviato e funzionalità aggiunte a metà strada. Per questo, prima di firmare, conviene indicare una persona che possa approvare le schermate entro un giorno o due.
Tre esempi di perimetro: portale B2B, app Flutter, SaaS con AI
Gli esempi che seguono sono costruiti a tavolino, ma rispecchiano il tipo di richieste che riceviamo. Servono a capire come cambia il costo al variare delle schermate, delle funzionalità e delle piattaforme.
Portale B2B per gli ordini dei rivenditori
Un'azienda che distribuisce componenti vuole capire se i rivenditori ordinerebbero online invece che per email e telefono. L'MVP comprende login riservato, catalogo con listino dedicato, carrello con invio dell'ordine e storico ordini. Una sola integrazione, le email di conferma. Il pannello admin serve all'ufficio commerciale per abilitare gli account e vedere cosa arriva. La metrica da fissare in discovery potrebbe essere la quota di ordini ricevuti dal portale nei primi due mesi da un gruppo pilota di clienti.
Restano fuori la sincronizzazione automatica con l'ERP (all'inizio il listino si carica da file), i livelli di sconto multipli e l'app mobile. Siamo intorno alle otto schermate e alle tre funzionalità principali: è il perimetro più piccolo dei tre e sta sotto la parte bassa di quasi tutte le fasce di mercato.
App Flutter per prenotare corsi
Una catena di centri sportivi vuole testare un'app per prenotare le lezioni. Servono un'applicazione web per lo staff e un'app per i clienti, pubblicata su App Store e Google Play e scritta in Flutter per avere un solo codice sorgente. Le funzionalità sono cinque: calendario corsi, prenotazione con disdetta, abbonamento con pagamento online, profilo utente e check-in con QR code. Le integrazioni diventano due (pagamenti e notifiche push per i promemoria) e i ruoli due, istruttore e cliente, per un totale vicino alle quindici schermate.
Programma fedeltà, chat con gli istruttori e statistiche per la direzione aspettano la seconda fase. Rispetto al portale il costo all'incirca raddoppia, perché aumentano funzionalità, interfacce e piattaforme, e si aggiungono gli account sviluppatore e i tempi di revisione degli store.
SaaS con una funzione AI
Uno studio di consulenza vuole vendere ad altri studi un servizio che legge i contratti caricati ed estrae scadenze e clausole principali. Il cuore del prodotto è una sola funzione: caricamento del documento, estrazione tramite un LLM di OpenAI o Anthropic, revisione umana del risultato, esportazione. Attorno servono registrazione, gestione dell'account e un abbonamento.
Le stime di mercato per gli MVP con AI sono le più alte, come visto con Softermii. Per validare un'idea come questa, però, raramente serve addestrare qualcosa su misura: basta un modello esistente chiamato via API, un prompt costruito con cura e una schermata in cui l'utente corregge l'output. Così il costo resta vicino a quello di un MVP web con un'integrazione, più il consumo delle API. Se il prodotto genera contenuti o interagisce con le persone, controlla anche gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act.
Cosa rimandare senza compromettere la validazione
Spendere poco serve a poco se l'ipotesi di partenza è sbagliata. Un'analisi di CB Insights su 101 startup, ripresa da DigitalOcean, indicava la mancanza di un bisogno di mercato come causa del fallimento nel 42% dei casi. Se l'ipotesi non è ancora chiara, prima dei preventivi conviene passare da una fase di test sul mercato, come abbiamo raccontato parlando di come validare un prodotto digitale prima di svilupparlo.
La regola che usiamo per tagliare è questa: una funzionalità entra nell'MVP solo se senza di essa non puoi misurare l'ipotesi. Il resto aspetta i dati raccolti con gli utenti. Ecco le voci che finiscono più spesso nella lista dei rinvii.
- La seconda piattaforma: se il pubblico lavora alla scrivania comincia dal web, se si muove punta su una versione web ottimizzata per smartphone o su una sola app.
- La pubblicazione negli store, quando la versione web basta a raccogliere i primi riscontri.
- Notifiche push e automazioni di marketing.
- Ruoli e permessi granulari: all'inizio bastano utente e amministratore.
- L'integrazione completa con ERP e gestionali, sostituibile per qualche mese con un import da file.
- Report e dashboard avanzate, quando per la metrica scelta è sufficiente un export in CSV.
- Multilingua, temi personalizzabili, onboarding animati.
- Ottimizzazioni per volumi di traffico che ancora non hai.
Su alcune cose invece conviene investire da subito. La sicurezza di login e dati, i requisiti di legge (privacy e, se rientri nel perimetro, l'European Accessibility Act) e un minimo di analytics per leggere la metrica concordata. Un MVP senza dati sull'uso costa poco, ma lascia aperte le stesse domande di prima.
Come impostiamo un MVP in DevInterface
Per lo sviluppo MVP abbiamo scelto un perimetro fisso a prezzo bloccato, ed è questo che ci permette di stare sotto quasi tutte le fasce viste sopra. L'MVP Web o Mobile costa 5.000 € + IVA e si consegna in sei settimane. Parte da un workshop di due ore che produce un Allegato Tecnico con utenti, ipotesi, metrica di conferma e cosa resta fuori. Comprende poi fino a otto pagine con il tuo brand, registrazione e login, fino a tre funzionalità principali, un'integrazione a scelta tra pagamenti, email, mappe o AI, il pannello admin e 60 giorni di garanzia sui bug.
L'MVP Plus costa 10.000 € + IVA, con gli stessi tempi. Aggiunge alla web app le app per smartphone pubblicate negli store, arriva a cinque funzionalità, due integrazioni e quindici schermate, gestisce più ruoli utente e le notifiche push, e copre i bug per 90 giorni. In entrambi i casi paghi il 40% all'avvio, il 30% a metà e il 30% al collaudo, e codice e diritti passano a te al saldo. Hosting, dominio, account sviluppatore e consumi dei servizi AI restano a tuo nome e a tuo carico, come abbiamo consigliato prima. Dopo il lancio si può proseguire con sprint mensili da 5.000 € + IVA, fino a 80 ore, decidendo le nuove funzionalità sui dati raccolti.
Riportati sui tre esempi, il portale B2B rientra nel primo piano e l'app per i corsi nel secondo. Il SaaS con AI sta nel piano base se nei primi mesi gli abbonamenti si attivano a mano, mentre con il pagamento automatico serve la seconda integrazione del Plus.
Prima di parlare con noi o con chiunque altro, scrivi su una pagina l'ipotesi, la metrica e le tre funzionalità senza cui non puoi misurarla: con quella pagina in mano i preventivi diventano confrontabili.