BSC: apprendimento e crescita dei dipendenti in azienda

I dipendenti sono i primi clienti di un’azienda: la Balanced Scorecard ti aiuta a migliorare le loro performance grazie al loro benestare e alla loro formazione continua. Questa è la prospettiva di apprendimento e di crescita.

Siamo giunti al quarto e penultimo appuntamento con la nostra Balanced Scorecard: nel primo ti ho raccontato l’approccio in generale, nel secondo ci siamo concentrati sull’importanza dei clienti, nel terzo abbiamo considerato i processi interni all’azienda. Oggi ci focalizzeremo sulla prospettiva dei processi di apprendimento e crescita.

BSC processi di apprendimento e di crescita

Questo punto di vista, come gli altri visti finora, è stato particolarmente rivoluzionario in quanto prende in considerazione i dipendenti e il loro benessere, nonché il loro costante aggiornamento sulle novità inerenti al ruolo ricoperto in azienda.

Un tempo e, in alcune realtà, ancora oggi, i dipendenti vengono visti come una risorsa che dev’essere produttiva e profittevole in qualunque circostanza visto e considerato il fatto che sono retribuiti. In verità il denaro non è tutto: i dipendenti di un’azienda meritano anche rispetto, comprensione, ascolto e possibilità di imparare continuamente migliorando le loro prestazioni.

Purtroppo alcuni imprenditori o manager non capiscono che, se un’impresa non è sana, ciò potrebbe essere in gran parte dovuto al mancato benestare dei dipendenti, che sono di fatto i primi clienti dell’azienda. Oggi infatti, le persone che sono felici di operare in una certa realtà, oltre a svolgere meglio il loro compito contribuiscono a veicolare positivamente l’immagine del brand e a rafforzarla.

La BSC aiuta a raggiungere e mantenere il benessere delle persone operanti in una determinata realtà e ad accrescere il loro potenziale (e quindi anche quello complessivo dell’azienda) tramite il costante aggiornamento e l’aumento del loro know-how. Vediamo come.

In primo luogo parliamo di benessere. Sono molti i segnali che fanno capire che un nostro dipendente potrebbe non essere al 100%: magari potrebbe impiegare due settimane per terminare un lavoro che solitamente può ultimare in una, oppure potrebbe averlo svolto con una qualità inferiore rispetto al solito. Il tempo di svolgimento e la qualità del lavoro finito potrebbero essere dei primi KPI da tenere in considerazione.

Una volta identificata la persona interessata, il manager o l’imprenditore hanno il compito di indagare sui motivi per i quali il compito non è stato portato a termine perfettamente: è qui che interviene la capacità di ascolto. Il motivo potrebbe essere inerente all’azienda (e l’imprenditore dovrebbe intervenire cercando di migliorare le condizioni) oppure personale.

Al contrario, può accadere che ad una persona sia assegnato un ruolo per il quale non è portato o che per lui non è stimolante: in questo caso, l’imprenditore dovrebbe cercare di capire come rendere più apprezzabile tale ruolo o, viceversa, assegnare alla persona in questione delle mansioni che siano più in linea con le sue capacità. Entra dunque in gioco la capacità di comprensione.

Se una persona invece raggiunge ottimi risultati, l’imprenditore può decidere di premiarla così da incentivare il suo impegno futuro, dimostrando rispetto e fiducia nel lavoratore.

Se poi le performance negative del lavoratore non dipendessero dal suo stato di malessere ma da alcune lacune dovute ai continui cambiamenti che avvengono oggi in qualunque settore, l’imprenditore potrebbe finanziare al dipendente dei corsi di aggiornamento, così da aiutarlo nella sua crescita personale e professionale. 

Il punto di forza della prospettiva di apprendimento e crescita è quindi quello di aiutarti a capire in profondità i tuoi dipendenti, dandoti un metro di valutazione per le loro performance e permettendoti di comprendere rapidamente quale azione intraprendere per migliorarle o mantenerle in ottimo stato.

Non mi dilungo sulle metriche da tenere in considerazione: abbiamo parlato di qualità e tempo impiegato per svolgere un determinato lavoro ma, dipendentemente dal settore in cui opera la tua impresa e dal ruolo ricoperto dal dipendente in questione, dovrai identificare i KPI che più si addicono alla tua situazione.

Cosa ne pensi di questa prospettiva? Come ti comporti solitamente quando un dipendente non svolge il suo lavoro in modo ottimale? Credi che l’utilizzo della BSC potrebbe migliorare l’andamento della tua azienda? Faccelo sapere nei commenti!

 

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