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I trend di web design del 2026

Indice



Il web design del 2026 si muove tra estremi apparentemente opposti: iperminimalismo e massimalismo, tecnologia avanzata e ritorno al passato, esperienze silenziose e interazioni sonore. I trend che emergono riflettono cambiamenti culturali, tecnologici e percettivi, ma non vanno interpretati come regole universali.

Anche se seguire le tendenze può aiutare a rimanere rilevanti, ogni scelta di design dovrebbe partire dall’obiettivo del sito, dal pubblico di riferimento e dal contesto in cui il progetto vive. I trend sono strumenti, non soluzioni automatiche: adottarli senza una strategia rischia di compromettere usabilità, chiarezza e risultati.

1. Iperminimalismo: il linguaggio visivo delle aziende AI

La prima tendenza di cui parliamo sta avvenendo per via dei grandi investimenti posti nelle aziende che si occupano di intelligenza artificiale. Le startup, in particolare, desiderano apparire come se facessero già parte di questo "club" esclusivo. E come appaiono i grandi player come OpenAI e Perplexity? Semplice: iperminimaliste

Si tratta di una forma estremamente ridotta di minimalismo che si concentra sull'essenziale: elimina tutti gli elementi visivi superflui per ottenere la massima chiarezza e focalizzazione sul contenuto, utilizza ampi spazi bianchi, una tipografia semplice e spesso una tavolozza di colori molto limitata per creare un'esperienza utente tranquilla, intuitiva e di alta qualità, in cui ogni elemento deve avere uno scopo chiaro. 

 

2. Massimalismo: quando l’eccesso diventa identità

La seconda tendenza si muove nella direzione opposta alla prima in quanto è giocosa, creativa se non addirittura volutamente confusionaria. Di che cosa stiamo parlando? Del massimalismo naturalmente. Questo approccio ci sfida a superare i confini dell'ordinario e a creare spazio per una maggiore creatività, colore e complessità.

Il massimalismo nel web design significa pensare in grande e progettare ancora più in grande. Si tratta di palette di colori sontuose, texture ricche, layout complessi e tipografia audace. È un tripudio per i sensi, una celebrazione dell'abbondanza. Ma non si tratta di accumulare elementi a caso. La chiave per un massimalismo di successo è invece un'organizzazione ben ponderata e la capacità di raccontare una storia coerente attraverso il design. 







3. Il ritorno del tocco umano nel web design

Mentre l'IA continua a permeare sempre più la nostra quotidianità con contenuti "perfetti", c'è chi desidera contrastare questa tendenza con una opposta. Il tocco umano emerge quindi quasi come un antidoto a tutto ciò mostrandoci la bellezza delle imperfezioni, un po' come ci insegna la filosofia giapponese Wabi-sabi.

Si evita tutto ciò che sembra finto o comunque generato dall'intelligenza artificiale a favore di una promozione dell'autenticità ed emotività. Questo stile può presentarsi con sottolineature imperfette sotto i testi, frecce ed elementi che sembrano disegnati a mano, foto grezze o che sembrano scattate da un vecchio cellulare, texture come carta o macchie di inchiostro. 






4. Palette basilari e colori “primari” in chiave moderna

Fonte immagine: Amazon

Nel nostro articolo sui trend dedicati al web design del 2024 abbiamo parlato di un ritorno di palette e colori accesi, intensi e vibranti. Tuttavia, a quanto pare, un uso prolungato di queste tonalità stanca e un segno di reazione alla saturazione visiva eccessiva di quest'anno sarà il ritorno a palette di colori semplici e fondamentali.

Attenzione però che non si tratta dell'uso puro dei colori primari, bensì di un gioco con tonalità, tinte, sfumature e ombreggiature che danno un tocco fresco, rendendo il tutto creativo e moderno ma allo stesso tempo confortevole e immediato. Un colore che sta visibilmente guadagnando popolarità è l'arancione. 






5. Lo stile blueprint: spiegare la complessità con il design

Un altro stile che si vede sempre più frequentemente è quello che ricorda i blueprint o manuali, con tanti piccoli elementi, etichette, linee e puntini che sembrano essere importanti, oppure la sostituzione di immagini reali con disegni a bassa fedeltà, testo monospaziato, caratteri che sembrano simili a quelli nei libretti di istruzioni. 

Questo approccio non serve solo per creare un look industriale o high-tech, ma per trasmettere precisione, trasparenza e competenza tecnica. Spesso adottato nei siti tech, ingegneristici o educativi, comunica che la complessità viene spezzata e resa comprensibile.







6. Animazioni e storytelling immersivo accessibile ai designer

Con l'avvento dei tool no code e low code sono state rese più accessibili delle implementazioni che prima erano a portata solo di agenzie di alto livello o programmatori specializzati. Stiamo parlando delle animazioni. Tool come Spline offrono ai designer la possibilità di creare elementi visivi che prima richiedevano un intervento specializzato. 

Quindi, aspettatevi di vedere elementi 3D o modelli dinamici che diventano strumenti narratvi e funzionali. Infatti, la creazione di questi elementi visual si presta in particolar modo per creare esperienze immersive o per fare un storytelling unico (motion storytelling), tuttavia va sempre ricordato che l'implementazione delle animazioni dovrebbe esserci solo se vanno di pari passo con l'obiettivo generale del sito. 






7. Internet nostalgia: estetiche retrò e memoria digitale


Visita il sito di Chus Margallo

Sembra tornare la nostalgia per il web "di una volta" con particolare attenzione al periodo inizio anni 2000. Lo si può già notare dall'utilizzo di elementi vintage digitali: cursori personalizzati, l'interfaccia utente appare molto semplice e squadrata, immagini ASCII, esperienze di navigazione su siti retrò. 
Questi espedienti non sono semplicemente nostalgici, ma evocano un ricordo collettivo della prima era di Internet e possono creare un forte legame emotivo con audience tech-savvy o nostalgiche. Per vedere se questo stile funziona si può iniziare a piccoli step, magari lavorando sul cursore del mouse oppure su icone pixellate. 







8. Musica e suoni nelle microinterazioni web


Fonte immagine: Freepik
Siete mai entrati su un sito o sulla pagina di un sito e parte una canzone? O magari interagendo con la pagina sentite degli effetti sonori? Ecco, sempre più siti si stanno arricchendo con questi elementi musicali: da intere canzoni a micro suoni che emettono click o bip a seconda dell'interazione (clic, hover, transizioni).

Questo trend nasce dall’abitudine mobile di ricevere feedback audio e sfrutta audio UX per rinforzare feedback, soddisfazione e senso di interazione diretta, senza essere invasivi.





9. Gradienti "tech": perché continuano a funzionare

Fonte immagine: Freepik

L'ultima tendenza riguarda i gradienti che compaiono soprattutto sui siti tech e SaaS, diventati ormai un codice visivo riconoscibile. Si tratta perlopiù di mix delicati di viola, blu, verde acqua o un leggero arancione che danno ai siti di questo settore non solo un aspetto di modernità e innovazione, ma aggiungono profondità visiva anche su layout altrimenti piatti.

Conclusione

I trend di web design del 2026, dall’iperminimalismo ispirato ai brand AI alla nostalgia digitale, dalle animazioni immersive all’uso del suono, mostrano un web sempre più espressivo, sensoriale e orientato all’esperienza. Tuttavia, nessuna tendenza è valida in assoluto.

Il vero valore sta nel saper scegliere consapevolmente: capire quando un trend rafforza il messaggio del brand e quando, invece, rischia di distrarre o complicare l’esperienza. Un buon progetto non è quello che segue tutte le mode, ma quello che usa il design come mezzo per raggiungere un obiettivo chiaro, misurabile e coerente con le esigenze degli utenti.