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Google declassa i siti non responsive: è la corsa al mobile-friendly.

Google declassa i siti non responsive: è la corsa al mobile-friendly.

 

Il web, negli ultimi mesi, pullula di notizie riguardanti l’imminente declassamento che i siti difficilmente navigabili da dispositivi mobile stanno subendo nelle SERP (pagine dei risultati di ricerca) da parte del colosso di Mountain View. Google ha confermato le voci pubblicando sul suo blog ufficiale un comunicato, di cui vi proponiamo anche la traduzione italiana. Mobilegeddon-02

In realtà non si dovrebbe parlare tanto di declassamento, quanto di modifica all’algoritmo del motore di ricerca, il quale favorisce i siti responsive in termini di posizionamento nelle SERP. Alcuni sostengono che questo non porterà a molti stravolgimenti, poiché il cambiamento impatterà solo sulle ricerche in mobilità e non su quelle da desktop.

Ebbene, se diamo uno sguardo alle statistiche fornite da Comscore, ci rendiamo conto che il problema per i siti non responsive esiste eccome: il 60% degli utenti effettua ricerche da smartphone e tablet (che hanno di fatto superato quelle da PC) e l’80% abbandona un sito se difficilmente navigabile. Questo spiega perché, a partire da inizio 2015 ma soprattutto dallo scorso 21 aprile, è iniziato uno stravolgimento epocale che molti definiscono Mobilegeddon: esso sta mietendo vittime tra i siti che ad esempio hanno il testo troppo piccolo da leggere dal display di uno smartphone.

Tutto ciò promuove di fatto l’attributo “mobile-friendly” tra i fattori (più importanti) di posizionamento nelle SERP. Google declassa i siti non responsive: è la corsa al mobile-friendly. Google mette a disposizione un suo strumento che testa la compatibilità dei siti con i dispositivi mobile; potete trovarlo a questo indirizzo per scoprire subito se il vostro sito rientra nei canoni del motore di ricerca per eccellenza.

Insomma, chi non è responsive è perduto, e questo problema va risolto velocemente perché si va a perdere inevitabilmente traffico e, di conseguenza, guadagno. Google, dal canto suo, fornisce delle guide dove definisce le basi per l’adattamento a mobile; tuttavia, non è semplice apportare modifiche di questo calibro al proprio sito se non si è esperti del settore: in quel caso, la cosa migliore è affidarsi a dei professionisti.

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