Kanban: valida alternativa a Scrum per lo sviluppo Agile?

Il Kanban è una sorta di lavagnetta divisa per colonne che aiuta ad implementare efficacemente la metodologia Agile. Vediamo insieme come funziona.

Il termine Kanban deriva dal Giapponese e significa “Insegna”. Esso indica una metodologia di produzione basata su logica organizzativa di tipo “pull”, che si contrappone al metodo di produzione di Ford con la catena di montaggio (detto anche “Push”).

A differenza di quest’ultima che puntava sulla produzione di massa, il Kanban (introdotto da Toyota negli anni 50) si propone di analizzare i fabbisogni dei consumatori per poi soddisfarli con un bene dalle specifiche caratteristiche e prodotto nelle corrette quantità. In questo modo si evitano problemi di sovrapproduzione e nascono i famosi termini Just In Time e Lean Manufacturing, con cui Toyota ha fatto la sua fortuna: essi prevedono di limitare all’osso le scorte in magazzino così da avere la quantità minima indispensabile di materie prime appena in tempo per produrre un determinato prodotto.

Lo so, tutto molto interessante, ma immagino che tu ti stia chiedendo cosa c’entri tutto ciò con lo sviluppo software e Agile.

Nel 2010, David Anderson scrive il libro “Kanban”, dove spiega come trasporre alcune caratteristiche del Lean Manufacturing anche al mondo della tecnologia e delle applicazioni software. Secondo lui, questa metodologia di lavoro consente di:

  • visualizzare, misurare e gestire il flusso di lavoro;
  • limitare i lavori lasciati a metà e andare a concludere tutte le attività;
  • esplicitare agli addetti ai lavori le regole alla base del processo che seguono;
  • creare la possibilità di migliorarsi di continuo potendo sempre aggiustare il tiro in base all’analisi dei risultati.

Questo si ottiene tramite una lavagna suddivisa in colonne dove è riportato tutto il ciclo di lavoro: essa permette di mostrare a tutto il team quali sono i task in essere, chi se ne occupa, a quale stadio di avanzamento si trovano e, data la complessità del task e il suo grado di avanzamento nel flusso, quanti altri lavori possono essere seguiti in contemporanea in quello stato.

Ecco un esempio:

Kanban esempio

La nostra azienda ha un progetto composto da 6 task: come vedi ogni persona si occupa di un singolo task, a parte Sofia che si occupa di due lavori in contemporanea (è consentito perché dalla seconda riga della colonna “Tutti i task” si può vedere che le persone possono iniziare 2 task contemporaneamente. Sofia non potrebbe però iniziarne un terzo.). Il task numero 6 probabilmente è meno importante e nessuno l’ha ancora preso in carico (infatti secondo il metodo Kanban è meglio terminare i progetti iniziati, non seguirne tanti nello stesso tempo).

Vediamo che ogni persona ha ben chiaro quali sono i task che gli spettano all’interno del progetto e quanti step dovrà effettuare affinché il suo lavoro venga completato. Più riescono a portare il loro task verso la destra del foglio, più vicini saranno al loro traguardo.

In basso a sinistra vediamo una riga dove vengono inseriti i lavori urgenti, che quindi hanno la priorità sugli altri.

Dall’immagine puoi vedere che questo metodo è implementabile sia in formato elettronico che con una lavagna fisica appunto, dove puoi utilizzare i post-it per sistemare i diversi task.

Cosa ne pensi di questo metodo? Credi che sarebbe utile per migliorare l’efficienza dei tuoi processi produttivi?

 

Grazie per aver letto l’articolo.

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